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see the storm is broken
in the middle of the night
nothing left here for me
it’s washed away
the rain pushes
the buildings aside
the sky turns black
the sky
wash it far
push it out to sea
there’s nothing left here
for me
i watch it lift up to the sky
i watch it crush me
and then i die

Quando ci si aspetta il peggio arrivano delle sorprese inquietanti.
Sei lì, in corridoio, con la testa ovattata dal sonno e…

“Vorrei fuggire lontano da qui. Vieni con me?”

Ora aspetto che la legge di Murphy mi distrugga questo momento.

(domani  sarà un giorno peggiore, vedrai. semi-cit., ah ah)

Pillola del giorno:

se non dovete farlo per forza direi che potete evitare di leggere

“Agostino” di Moravia.

A: “Quel posto mi sta facendo diventare scema:

mi sono trovata come se niente fosse ad ascoltare Bersani tutta presa

dalla lettura di un libro di Fabio Volo.

E’ grave.

Aiuto!”

B: “Ti manca solo Concato”

A: “Uccidetemi, in caso.”

Tra ieri notte e oggi pomeriggio ho realizzato lucidamente che

i miei tre ultimi anni di vita sono stati assolutamente vuoti.

La scoperta piacevole è che da settembre in poi le cose sono molto cambiate.

Non è necessario essere felici ma me la cavo, ecco.

Stasera tra la preparazione di un cous cous e un sughetto d’uvetta ho ascoltato dopo parecchio tempo ”Buena Vista Social Club“ (1997)

Quanti colori ci sono in musica simile?

Tanti, tantissimi.

Ho ballato davanti ai fornelli, chiuso il frigo con un’ancata, sculettato mentre

preparavo l’insalata.
Ho cantato come di solito non faccio quando non so i testi.

Ho capito qualcosa.

Mi sono ricordata di respirare.

Ho tanti colori dentro. Sono un’esplosione di colori, ma lo dimentico sempre.

Questo potrebbe servirmi per evitare di perdere la mia pace interiore per colpa

di un tizio con la mentalità da 15enne attratto pateticamente da qualsiasi

cosa abbia al suo interno la parola

oscuro“.

Tu non sei oscuro come vorresti sembrare.

Sei patetico e, al massimo, in scala di grigi.

Ma io ho tanti colori dentro e come me tante altre persone.

Domani mattina cercherò di chiudere il capitolo e di guardarti in una diversa prospettiva.

Grigina. 

Masochista e stupida, stupida, stupida.

Una pianta senz’acqua.

De Ferrari, Genova. By Cienne

Bisogna risollevarsi o almeno mandare giù il boccone, nasconderlo in tasca,

ignorarlo.

Ieri è stata una giornata piena di amici di vecchia data ma anche di nuove

conoscenze stimolanti e solari.

A volte basta una fetta di torta offerta da una persona che avevi sottovalutato,

un sorriso d’incoraggiamento,

un abbraccio.

O sedersi alle due di notte sui gradini del Palazzo Ducale con due amici preziosi

a chiacchierare, a raccontare, a ridere.

Basta fuggire il prima possibile da una movida assordante e inadeguata alla serata.

Basta ignorare dei baristi che, vedendo due ragazze ordinare un Irish Coffee,

fanno battutine imbecilli.

Basta vedere il tramonto dalle alture di Genova mentre imperversi in motorino

con una tua cara amica.

Basta proprio poco, ma è un poco preziosissimo.

Dovrebbero abolire il sabato pomeriggio a casa, anzi, proibirlo. Fuori dev’essere stata una bella giornata, non lo so. Ho acceso una candelina alla finestra e mi è sembrata un’aria primaverile. Chiusa in casa come un topo in trappola, sogno lande desolate ma alla fine sono sempre qui. Più devo stare a casa e più ho voglia di uscire, ma fino a lunedì non se ne parla. Di là arrivano i soliti lamenti, sospiri e sbuffi, ma ormai è un’abitudine, rischio di non sentirli neanche più, non è affar mio.

Aspetto. No. Aspetto.

Lunedì sarà il solito gioco: ”facciamo a gara a chi non guarda l’altro per più tempo”. No. Lunedì sarà il solito gioco: ”facciamo a gara a chi non guarda l’altro per più tempo”.

Ho bisogno di aria.