…considerata la nottata scorsa sono al solito punto: voglio diventare astemia.
Non è dignitoso trovarsi su un taxi alle tre di notte con la grande preoccupazione di non biascicare troppo l’indirizzo al tassista o camminare a zig zag per piazza De Ferrari (nel tentativo di raggiungere il sopracitato taxi). Sarebbe almeno decente dimenticarsi, in preda ai fumi dell’alcool,
certe scene squallide della serata,
invece mi ricordo tutto.
Doveva essere una serata tranquilla in compagnia di qualche amica e invece
all’ultimo si è invertita la situazione.
Colpa di una festa anni ’80 alla quale non siamo volute andare.
Così la serata è stata costellata da incontri ”ameni”.
Dopo un buon Nero d’Avola accompagnato da un aperitivo
molto buono e molto salato come piace a me
siamo finite a casa di un fumettista che a 45 anni
crede di essere un alieno immortale,
vive con sei gatti (bellissimi) e mangia solo latte e biscotti.
Piccolo problema: l’odore terrificante che mi ha scatenato mal di testa e ondate di nausea. I gatti sono divini, ma bisogna anche pulire dove sporcano, di solito.
Piccola nota: mai fidarsi quando ti dicono
“saliamo su solo dieci minuti, poi andiamo via”.
Siamo rimaste lì quasi due ore.
Uscite all’aria fresca siamo finite in un bar. Conosco il dj, un simpatico goth boy, con il quale facciamo una chiacchierata tranquilla. Poi, non so bene come, ci troviamo a dover tenere lontani da noi due individui che hanno provato fino all’ultimo a portarci via con le più meschine intenzioni.
Uno dei due continuava a dirmi che assomiglio a Janis Joplin.
Solite scene tristi del “lasciami il tuo numero”, “scappiamo insieme”, “fammi vedere la tua mano”.
Sempre questo mi ha letto la mano, auspicandomi la famosa scelta che ad un certo punto della mia vita dovrò fare e che tutti quelli che me l’hanno letta hanno sempre citato. Questo inventava lì per lì, ma non si sa mai.
I tentativi di approccio dei due individui sono stati faticosi e insistenti, ma alla fine ce la siamo cavata e io mi sono resa conto di quanto volessi in quel momento che al posto loro ci fosse lui. (Inizio a dare segni di cedimento ed è allarmante: volevo bere per non pensarci e invece toh, sempre in mezzo ai pensieri!)
La serata si è conclusa con la sottoscritta chiusa nel bagno dell’amica in miserevoli condizioni.
Inutile dire che oggi mi sento come se una mandria di bisonti mi fosse passata sopra.
E sono di nuovo al punto di partenza, preoccupata per come si comporterà con me domani.
Meschina.


3 comments
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Febbraio 26, 2007 a 6:00 pm
caffeine
Nero d’Avola… grande scelta!
Febbraio 27, 2007 a 7:28 pm
jenaridens
Anche a me deve essere passato per la testa un pensiero simile una volta: “Voglio diventare astemio”…
…
…no, ne dubito… forse era “Voglio diventare astigmatico”…
Comunque sia, ho cambiato idea…
Marzo 4, 2007 a 5:13 pm
checco76
“Si puo’ bere troppo, ma non si beve mai abbastanza”. Gia’… perche’ il fisico regge molto meno della coscienza! E penso che sia quest’ultima che si cerca di mettere a tacere per un po’…